Happily Ever After

Published on by rorisu ロリス

Traduzione dal giapponese di rorisu ・ rorisuによる和文伊訳

Traduzione dal giapponese di rorisu ・ rorisuによる和文伊訳

Qualche giorno fa mi sono recato nella mia lavanderia di fiducia per ritirare l’abito che avevo mandato a smacchiare. Mentre aspettavo che mi venisse riconsegnato, pensavo tra me e me a quale tema avrei potuto trattare nel prossimo post del blog. Ecco che torna la signora della lavanderia, con la quale ho stretto un piacevole rapporto e occasionalmente facciamo anche due chiacchiere in simpatia, e porgendomi il vestito coperto dalla pellicola trasparente mi fa: “Ma… Usai-san, quanti anni hai detto che hai?”. Eccoci, ci siamo. Le rispondo. E lei, dopo una breve pausa, incalza: “Non sei sposato? O sì? No?”. Si incarta un po’ temendo di esser andata un po’ oltre (o come diciamo dalle mie parti, pisciatofuoridalvasino) ma ormai la domanda era stata formulata. “Hai quasi 28 anni. Sei sposato?”. Aridanghete.

Non ho avuto dubbi, avrei dovuto continuare con l’argomento “matrimonio”. La scorsa settimana mi ero focalizzato sull’ansia da matrimonio dei giapponesi e sull’urgenza percepita nell’ottenere lo status di moglie/marito, step successivo nell’avanzata sociale. Vorrei ora approfondire il discorso concentrandomi principalmente sulle dinamiche con cui in Giappone si attinge al bacino d’utenza interessato, si conosce qualcuno e si arriva a pronunciare il fatidico “sì” (quando ci si arriva). Ecco, per l’appunto. Quando e se ci si arriva. Ossia, il desiderio sfrenato di matrimonio non corrisponde necessariamente per tutti al coronamento idilliaco dei propri sogni. Come esemplificato scherzosamente dal fumetto dell’ultimo post, costruire una relazione d’amore in Giappone è estremamente complesso, soprattutto in una realtà metropolitana come Tokyo. Tutti sono molto indaffarati, tutti lavorano tanto, tutti sono pieni di impegni. Sono impegnati soprattutto perché devono dedicare quotidianamente una grandissima parte (per non dire la totalità) delle loro energie all’adempimento degli obblighi sociali a cui sono chiamati, tra lavoro e colleghi, e tra amici e famigliari. Ne consegue che non rimangono molte energie né tempo materiale da dedicare ad una relazione d’amore.

Ma il Giappone, che non si perde d’animo di fronte a niente, inventa un sistema ad hoc per favorire gli accoppiamenti in un Paese che sta morendo. Più che “inventare”, direi che, come al solito, ha trovato una maniera geniale di adattare ai tempi moderni alcuni meccanismi della tradizione rendendoli più o meno eterni. Se una volta (e non parliamo di secoli fa, ma di una pratica diffusa fino a tempi recenti soprattutto nelle zone rurali del Paese) ci si affidava praticamente di routine al matrimonio combinato (omiai kekkon) ora, con il discorso relativo all’emancipazione di stampo occidentale, questa pratica sta scomparendo in favore del ren’ai kekkon (matrimonio per amore). Ma diversamente dall’Italia, di cui tutto si può dire tranne che la gente non sappia socializzare, i giapponesi fanno estremamente fatica a interagire, temendo di dire cose inopportune, di essere indiscreti, ecc. Ecco che la tecnologia arriva in nostro soccorso e lo scettro del potere passa allora a internet. Quando si è in “età da matrimonio” e non si ha una relazione –tantomeno si intravede il barlume di poter incontrare un partito papabile– ci si affida ai siti internet appositi per chi cerca partner matrimoniali sui quali ci si può creare un profilo e selezionare le persone da contattare.

Questa attività prende il nome di konkatsu (ora che l’ho scritto mi sono reso conto che fa [sor]ridere), ed è un termine che si ispira al famoso shūkatsu (l’attività di ricerca di un impiego) di cui ho parlato qualche settimana fa. In alternativa ci si può affidare a un appuntamento di gruppo, il cosiddetto gōkon. E’ possibile partecipare a diverse tipologie di gōkon. In primis, un pranzo o una cena a quattro, sei o otto (non ho mai sentito di un numero di partecipanti superiore) in cui in genere ci si invita per conoscenza. Ossia, il gruppo di scapoli amici si organizza e si incontra con il gruppo di zitelle amiche. In genere è un’aggregazione spontanea, ossia presa per iniziativa dei diretti interessati. Questo tipo di gōkon presenta alcune regole fondamentali, ossia la fazione maschile è tenuta a pagare la quota femminile, l'abbigliamento così come i posti a tavola sono più o meno stabiliti (in genere ci si siede formando una fila di uomini e una di donne, ma l'ultima tendenza prevede una formazione a zig-zag per evitare di isolarsi tra sessi), o ancora è necessario equilibrare la quantità di discorsi che si rivolge ai membri della fazione del sesso opposto ma stando attenti a propendere leggermente per il preferito o la preferita. Poi alla fine ci si scambiano i contatti… e a volte no. Un’altra forma possibile di gōkon è un’uscita a quattro, sei o otto organizzata però da un’agenzia specializzata in questo tipo di servizi. Ci lavorava a tempo perso un mio amico dell’Università quando eravamo studenti: raccoglieva i profili degli iscritti e li combinava in un’uscita “casuale”. Un’altra forma di gōkon è quella del party di gruppo, in cui tutti i partecipanti hanno una spilla con un numero ed è possibile interagire sia direttamente sia tramite un pannello per la messaggeria.

Cose simili succedono anche in Italia, ma decisamente non con lo stesso grado di serietà. Quello che vorrei sottolineare, è che in Giappone la metodologia indicata sopra rappresenta la norma e non l’eccezione. Sicuramente è un sistema artificiale e un po’ artificioso per determinare un incontro tra due persone che decidono di trascorrere insieme il resto della loro vita. Ma la cultura del gōkon così come quella del konkatsu non nascono di punto in bianco come fenomeni completamente nuovi. Essi rappresentano piuttosto l’evoluzione rivisitata in chiave contemporanea della tradizione del matrimonio combinato, tipica e radicata in Giappone da secoli. Nonostante ciò penso che tutto sommato questi stratagemmi servano a tappare una sorta di vuoto dilagante nel Giappone moderno (oltre che a muovere consistentemente l’economia del Paese). Nel bene o nel male, la pratica del matrimonio pianificato a tavolino garantiva a tutti di sposarsi e di adempiere al proprio ruolo sociale di moglie o marito, ma la voragine lasciata dall’annullamento di questo sistema in favore del matrimonio d’amore in stile occidentale ha abbandonato una nazione intera in preda all’affannata ricerca di modelli originariamente esterni da sé, semi-paralizzata dinanzi al progressivo allargamento della forbice tra ideale e realtà.

La mia lavanderia di fiducia ・ 行きつけのクリーニング屋さん

La mia lavanderia di fiducia ・ 行きつけのクリーニング屋さん

数日前に行きつけのクリーニング屋さんに出したスーツを引き取りに行ってきました。綺麗になったスーツを返してくれることを待っている間、ブログの新しい投稿テーマに深く没頭していたら、人懐っこいお店のおばさんが突然「そういえば…ウサイさんって結婚してるんだっけ?」と聞いてきたのだ。またかよ~って自分の中で思いながら、遅かれ早かれザ禁断の質問がくるだろうと予想したので、気にせず「いいえ、まだですよ」と微笑んで答えてやりました。せめて法律上認められていたら…と付け加えたかったのだが、微妙に急いでいて長話に付き合う気力や時間がなかったため、また今度にしようと思って帰ったのです。やはり、今週のテーマが「日本人による結婚意識、パート2」に決意しました!

先週は日本における「結婚」そのものに対しての意識について書いたのだが、まだまだ話すネタがたくさんあって、前回振っていない結婚の暗部を徹底的に取り調べようと。正確に言うと、同じ結婚願望を持っている相手とどうやって知り合えるかとか、どういう場面で付き合うことになるかとか、について考えてみた結果は今週の投稿に発表しますから、ぜひ最後まで読んでください!また何かきになったところやご意見・ご感想等があったらコメントをしていただけると嬉し限りです。よろしくお願いします~☆

さて、本題に入りたいと思います。この前も話させてもらったとおり、日本人は「結婚したい」という気持ちがあるからといって必ずしも夢が叶うとは限らないのです。田舎暮らしの人々の様子はわからないので何ともいえないのですが、東京のような忙しい都市だと、みんながお互いに気をつけ合う余裕がないほど急いでいて、仕事にかまけたり上司や先輩との関係で精一杯である中、家族のことすらなかなか顧みないし、ましてや恋愛に熱中する暇があるはずもない。しかし、抜け目のない日本人はいろいろ工夫して、時間の不足のせいで恋人をハンティングしないという悲劇的な問題の解決策を見つけ出したのです。時間の不足分を補うために、通常何年もかかるカップルの相互理解や相互信頼を築くプロセスは短い間に凝縮する「合コン」というものを生み出した。この大都会東京で何かを成すことが容易ではないので、まさに先月ご紹介した「就活」と同様に「婚活」も全力を尽くさないと実現にはつながらない。どちらかというと、日本では早く結婚のことを済ませた方が良いけれど、遅くとも成さざるに勝るというかな。

イタリアにおける出生率は日本並みに低く、様々な社会的な理由などで家庭を築くことが大変で少子化傾向が近年一貫して進行し続けているようである。日本もイタリアも危機に瀕する国ですが、日本の場合は低い出生率もさることながら、パートナー探しも結構しんどいというケースが非常に多い一方、何よりも恋愛のことに専念しているイタリア人は子供はなかなか作らないだが、少なくとも恋はしているようだ。たまにイタリアにも合コン(というよりはいわゆるSpeed date)が行われるけども、ただでさえ少人数の参加者なのにそういうイベントに顔出す人たちの参加頻度は日本のとは全く比べられない。要するに、イタリアの場合は「慣行」ではなく、むしろ「例外」だといっても過言ではない。

合コンって他の国ではみられない日本特有の出会いの文化ですが、どこからともなく作り出された制度ではない。つい最近までの慣習の「お見合い結婚」の文化がどんどん無くなってきてその代わりに「恋愛結婚」の文化が歓迎されて、結婚の考え方が変わった。新しいパターンの結婚が食い込んできましたが、「恋愛」に基づいた「恋愛結婚」を成功させるために、まず「恋愛」そのものに対してある程度の志向が必要なのではないかと思う。ちなみに、昔はイタリアの主流もお見合い結婚だったよ。特に上流や中流階級においてほぼそうだったのだ。いずれにしても自分の親の世代まで両親の意見がとても重視されていたようなんだ。

あくまでも僕の個人的な意見だけど、ソトから侵入してきた「恋愛結婚」の文化にはあまり親しみのない日本人は、恋愛の理想と日本社会の現実との間に摩擦を感じたということもあるかもしれない。たぶん、そういう齟齬を埋めるために、お見合い結婚の文化の灰から合コンが生まれたでしょう。合コンの価値(や日本経済を回せるそのポテンシャル)はわかっているんだけど、僕はどこかで偶然に出会って様子を見ながら声をかけてみたり、千載一遇のチャンスをつかむパターンの方が自分らしいかなぁと思うのだ。だって、毎日の程、どこでも出会いのチャンスがあるものじゃない?

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Comment on this post

Paolo 11/24/2014 22:15

Come al solito generiamo tutto e il contrario di tutto. Tutto ciò che c'è è destinato ad andare in soffitta a breve. Tutto ciò c'era torna preponderantemente trendy/funzionale. La verità è che in salsa diversa continuiamo a riprodurre gli stessi meccanismi basilari all'infinito. Tema interessante...bravo caro!

chiara 11/16/2014 21:50

tutto chiaro (...e sorprendente ai miei occhi di italiana), ma vorrei capire se dopo tutti i vari gōkon, una volta sposati imparano anche ad amarsi? E se si sposano solo per non perdere l'ultimo treno non succede mai che negli anni si innamorino di qualcun altro/a? Si insomma....i giapponesi sono fedifraghi??
Porgo i miei più sentiti abbracci!!

rorisu 11/17/2014 05:10

Dunque, procediamo per punti. Innanzitutto è ben raro (ma mai dire mai) che sbocci l'amore come lo intendiamo noi a seguito di un matrimonio contratto con gōkon. D'altronde è proprio il concetto di amore ad essere vissuto e interpretato diversamente, gli viene attribuita un'importanza meno rilevante rispetto all'occidente (e soprattutto rispetto alla nostra cultura italiana!). Detto ciò, i giapponesi probabilmente sognano (soprattutto le donne) una storia d'amore da film, ma effettivamente non la ottengono nella maggior parte dei casi. Ed è considerato la norma, ci sono cose più importanti.
Per il discorso del tradimento, dipende cosa intendi. Se stiamo parlando di scappatelle, assolutamente si. Sono maestri, aggiungerei. E la reazione a un tradimento potrebbe portare alla rottura del rapporto (se entrambi sono abbastanza giovani) ma in linea di massima è più importante tenere insieme la "famiglia" (soprattutto da sguardi esterni) e si perdona/fa finta di niente. Se per tradimento invece intendevi amore passionale, be' questo è molto più improbabile per quanto detto sopra (a differenza nostra, che invece tendiamo a innamoraci...). Ne risulta un tasso di divorzi molto basso (probabilmente il più basso tra i paesi industrializzati) ma per ragioni che non sono sempre paragonabili ai nostri standard.