I Think I Wanna Marry You

Published on by rorisu ロリス

Photo by francesca db photography (www.francescadb.com)

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Un argomento che spunta fuori quasi matematicamente quando si parla con un giapponese di età compresa tra i 20 e i 30 anni è il matrimonio. Questo è probabilmente vero anche per i coetanei italiani, ma posso affermare che il livello di intensità con cui il discorso viene affrontato nei due Paesi è ben diverso. In questo post parlerò proprio della sete di matrimonio dei giapponesi e della maniera in cui viene concepito.

Tanto per cominciare, la mia impressione è che in Italia si stia dando sempre meno valore al matrimonio (almeno a giudicare dalla mia bacheca di Facebook). Sempre più italiani scelgono percorsi alternativi quali la convivenza, oppure il concepimento del primo figlio/a (e poi, eventualmente, ci si sposa), ecc. Insomma, esistono tante possibilità. L’unica ansia –se così vogliamo chiamarla– sta nella procreazione. Certo, lì interviene Madre Natura e se non si rispetta il nostro orologio biologico… ahimé, siamo nei guai.

In Giappone questa pluralità di percorsi non è concepita. L’iter previsto è il seguente: ci si conosce, ci si fidanza, si sta insieme un annetto (massimo due), ci si sposa, si va a vivere insieme, dopo un anno arriva il primogenito/a (le sorti del matrimonio dopo la nascita dei figli può essere un altro discorso interessante. Magari ne parlerò in futuro). Punto. Insomma, esattamente come in Italia fino a tempi non troppo remoti. Come penso di aver accennato già nei post precedenti, in Giappone conta molto il giudizio di chi ci circonda, i cosiddetti “occhi della gente”. Saltare gli step elencati o invertirne l’ordine rende un giapponese non completamente conforme alle regole previste e ai propri obblighi in quanto individuo sociale, pertanto oggetto di critiche. E il conflitto non è un elemento contemplato nella quotidianità di questo popolo.

Detto questo, il matrimonio. A dire la verità sono più le ragazze ad essere smaniose di sposarsi e quindi a trattare l’argomento. Come al solito, sono nuovamente le donne a subire le maggior pressioni sociali: una donna dovrebbe essere così, dovrebbe comportarsi cosà, dovrebbe dire colì e mangiare colà. Nella smania quasi isterica al matrimonio io personalmente intravedo un’urgenza relativa al concepimento di un figlio, e quindi ritorna il discorso dell’orologio biologico. Tuttavia, a differenza delle donne italiane che soprattutto in tempi recenti diventano sempre più spesso prima madri e poi, eventualmente, mogli, le donne giapponesi non hanno alternative se non seguire il percorso fissato, che prevede il passaggio per il matrimonio senza scorciatoie. Questa del desiderio di matrimonio come unico mezzo per arrivare alla maternità è una interpretazione possibile, ma a quanto pare non si tratta solo di questo. Il cambiare nome, lasciare il lavoro per la maternità, acquisire nuovi diritti e nuovi doveri in società equivale all’appropriarsi di un nuovo status. L'essere sposati impatta socialmente anche gli uomini, figuriamoci una donna, per le ragioni sopra elencate. Inoltre, non è solo importante sposarsi: è importante farlo entro una determinata fascia d’età. Questo perché, come visto in altri post precedenti, è sempre fondamentale avere ben presente che ruolo si rivesta nei confronti della società e quale “cappello” si indossi. Diventare “mogli” quando si sarebbe dovuto essere “madri” non è una conquista auspicabile, e questa sorta di mancanza attira sulle malcapitate i fantomatici “occhi della gente”. Una ragazza single a 24 anni (e i single sono sempre più in aumento, specialmente in una realtà metropolitana come Tokyo) è spesso preda di pensieri assillanti circa il proprio futuro (?!)... di moglie (mancata).

A volte mi capita di partecipare a queste conversazioni, e mi viene da sorridere. Quando domando loro se sia meglio trovare una persona che amiamo davvero (e con cui desiderare di sposarsi) oppure sposarsi con una persona mediocre ma farlo nei “tempi giusti”, ossia un matrimonio fine a stesso, mi viene risposto che il massimo sarebbe trovare una persona che si ama verso i 24/25 anni, con cui sposarsi e costruire una famiglia. Ovvio. A parole sembrano tutti dare importanza anche al sentimento dell’amore che sta dietro al matrimonio, ma poi mi assale il sentore che in realtà sia più importante rispettare la parte, ossia sposarsi come ci viene richiesto dalla società ed evitare così gli “occhi della gente”. In fin dei conti il Giappone è il paese dei ruoli per eccellenza, no? In prima istanza mi sono distrattamente trovato a reputare piuttosto superficiale la maniera con cui si affronta il tema del matrimonio in Giappone. Tuttavia, a ben riflettere, ho dovuto riconsiderare in parte la mia posizione, a cominciare dal senso ultimo di questo atto e dalla differenza di interpretazione che ne diamo noi, da Occidentali. Il matrimonio, in Giappone, non è mai stato considerato come l’unione romantica a coronamento di una passione amorosa totalizzante. Storicamente il presupposto base non è l’amore tra due persone, quanto piuttosto una valenza ben più terrena, utilitaria. Oggi il mercato serve su di un piatto d’argento modelli decorati di sorrisi plastici nelle pubblicità di rinfreschi, abiti bianchi e location alla moda per il Grande Giorno, ma l’immagine reale del matrimonio che si trasmette in sordina, quella concreta che traspare dalla vita reale delle persone, differisce dall’happy wedding e si avvicina di più a un’immagine che silenziosamente trasuda dedizione, impegno, rinuncia, compromesso. Anche il “matrimonio”, un rituale comune a tutti i Paesi del mondo, comporta interpretazioni diverse. Il tema del sacrificio personale, il canone supremo dell’estetica giapponese, permea tutti gli aspetti della quotidianità di questo popolo, ideale matrimoniale compreso. Il Giappone contemporaneo sta facendo i conti con un violento processo di Occidentalizzazione pacata anche in questo ambito, creando un divario a volte incolmabile tra aspettative e realtà, desideri indotti e risvolti inevitabili.

Traduzione dal giapponese di rorisu ・ rorisuによる和文伊訳

Traduzione dal giapponese di rorisu ・ rorisuによる和文伊訳

20代に入った途端の日本人と話すときに、必ずしも出てくる話題といえばきっと「結婚」のことでしょう。確かにイタリア人の若者も婚約や結婚式などの話はするけれど、それを話題に持ち込む頻度や果たして結婚できるのか悩むことに過ごす時間はかなりレベルが違うのだ。今週の投稿テーマは「結婚したくてうずうずする日本人」だけではなく、結婚そのものってイタリアと日本でどう捉えられているのかって問題まで検討してここで思考をまとめてみました。どうぞ、最後まで読んでコメントでも残してください!

まず最初に、多くのイタリア人にとっては「結婚」そのものは一切誰もが憧れる節目ではなく、ただ人生の中で当たり前だと思われる出来事だと思う。少なくとも自分のフェイスブックのホームによると、結婚式を挙げたカップルの写真よりは赤ちゃんが生まれて新家庭が出来たという投稿の方が多いような気がしているのだ。最近の20代のイタリア人は経済危機をはじめとして現代社会における様々な変更に至るまで、生活様式が大分変わってきて伝統を守っているやや保守的な一分があれば、新しい生き方に挑んでいる一分もあることは確実です。例えば、結婚せずに直接パートナーと同棲したり、そのまま子供が出来て家庭を築いたり、とか。もはや「結婚」は義務ではなくなり、金銭的な理由で一人暮らしなら厳しいというのもあって恋人とシェアした方が楽とか、一切合切の可能性を考え出して現状に合わせたいわゆる代替パスを工夫するわけです。

どちらかといえば、イタリアもヨーロッパの中で最も保守的な国のひとつであり、お年寄りの方々や田舎者たちは結婚せずに同棲するというのを突拍子もなく思っているものの、それなりに自由に出来るし、批判してくる国民の一部があっても同じ人数から応援してもらえるはずです。実際に姉もまず同棲し始めて子供が出来てやっと結婚することにしたのだ。それって姉たちにとって優先課題ではなかったらしい。却って、日本の事情は相当違うのですね。イタリアと違って多様な選択肢を見極めることが出来ずに、決まった過程から外れた道を歩んでいくことがなかなか難しい(というか、至難の業のようだ)。規則正しいパターンといえば、まず自分によさそうな人を見つけ出して、1年~2年程度付き合ってから結婚式を挙げる。結婚してからやっと初めて同棲することが可能となる。それで、大体同棲して1年くらい経ったところで、通常妊娠して子供を生んだり等々。こういった四角四面の住環境から簡単に逃げられないニッポン人は、さっき言い上げたステップの順番を変えて仮に型にはまらない生活を選んだとしたら、世間の目という最も恐ろしいものを惹いてしまうので、潜在的な革命者がいるはずなのに望ましい選択肢ではないようだ。

正直いって、日本人の中でも圧倒的に女性の方が「結婚」の話を振ったりする。日本人女性は「結婚する」ことに対する問題意識が非常に高いのだけれど、それって一体なぜ?と一人で考えてみたところ、きっと体内時計の刺激を感じて種を生殖する最も根源的な本能に応えざるを得ないが、そこに到達するため結婚を始めとした色々なハードルを超えなればならいのだ。ということで、結婚って一体日本人にとっては口実みたいなものに過ぎないんじゃないかって、正直ちょっと思ったりしていたの。結婚を口実に家庭を築くとか。但し、私もちょうど結婚平均年齢に入っているせいかもしれないので、最近頻繁に結婚の話を耳にしたり、することが多い。周りの女友達に相談して一般の社会範囲に従わない生き方を選ぶとしたら、社会的な動物である人間は階段の次の段へ、次のステップへ進めることが出来ず、人間を全うしない残念な結果になる。つまり、日本社会のルールに則り、学生の次は社会人になる。その次は夫・妻になるほかないといった形の社会なので、新しい権利と義務のセットを手に入れて新しい社会的な役割を果たす。言い換えれば、手段の結婚を通して新しいステータスが取得できるのではないかと。

但し、日本人はその絶対的な気持ちにのって実際に愛さない人や「まあまあ仲良しだけど…」的な人と結婚しちゃったりすることも珍しくないので、それで本当に幸せになれるかもやもや。確かに、結婚の意味や定義をより深く考えてみたらイタリア人と日本人の視点が実質的に違うかもしれない。イタリア人にとっては結婚とは成功に終わった情熱的な恋愛、ロマンスの夢を叶うような式なので、ただ単純に28歳だからそろそろ結婚しなくちゃ!って思うのではない。結婚式についての日本の広告は同じような形のハッピーウェディングを表示するけども、お嫁にいって姑との関わりやなかなか知らない旦那さんとの同棲などがあって、現実は少し違う気がする。

要するに、世の東西を問わず全ての生き物に備わっている時間を刻むしくみの体内時計の影響はイタリア人も日本人も同じように感じるはずだけれど、疲れを知らず弛みなくカチカチカチカチ音を立てる時針に応対する方法が異なるだけかもしれません。イタリア人は垣根をまたぐように伝統的な風俗を見つめ直して生殖問題への近道を模索する一方で、日本人は規則正しい過程を歩んでまず第一に結婚しなくてはいけないでしょう。

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Comment on this post

chiara 10/29/2014 20:22

.....e grazie Loris! e spero che un giorno, se lo vorrai, riuscirai a sposarti anche tu.....(qui in Italia ovviamente!) Bacio grande!!

rorisu 10/30/2014 01:45

Ciao Chiara, sappi che hai rischiato di farmi piangere con il tuo commento nel treno pieno zeppo di prima mattina. Grazie per l'augurio. Me lo auguro anche io, sinceramente.
Si sente dire che i giovani in Italia non hanno voglia di impegnarsi, che non hanno lo stesso senso del commitment delle generazioni precedenti, ma la verità è che una buona fetta dei cittadini non vengono considerati "adatti" a questo impegno e vengono completamente tagliati fuori dalla vita sociale.

chiara 10/29/2014 20:20

Mariangela.....accetta il consiglio e fai un giretto a Tokio. Da qui al prossimo anno leggendo il blog di Rorisu conoscerai tutto dei giapponesi!

Mariangela 10/27/2014 19:44

Hey Rorisù!! sarò l'eccezione della tua bacheca facebook, ma l'anno prossimo mi sposo!!!! ahahah bè io sono sempre terrona, quindi... :P baci da Barletta :*

rorisu 10/28/2014 00:45

Mari, ma meno male che esiste ancora qualche timorata che manda avanti le care tradizioni nostrane! Mi raccomando, voglio un selfie di te con le lenzuola stese dopo le nozze. ;)
Scherzi a parte, è bello. Nel senso, è bello poter scegliere che tipo di percorso fare in base alle proprie preferenze. Poi c'è chi come te si sposa e poi convive, e chi come altri tra cui mia sorella, convive, poi ha una bambina e poi si sposa. W la pluralità! ;-) Come stai? Venite a trovarmi in viaggio di nozze!